Vallo Adriano. Primo giorno

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Da anni desideravo compiere questo viaggio. Il sogno si è avverato. Da oggi sono in cammino lungo la grande muraglia del Nord, la barriera che l’imperatore Adriano fece costruire per difendersi dagli Estranei del suo tempo, o forse per avere una base di partenza per un nuovo, ambizioso progetto di conquista dell’ignoto.

Prima tappa per noi quattro viaggiatori significa da Corbridge a Housesteads. Sono 9,25 miglia, ossia 14,887 etc chilometri. L’inizio è tranquillo, in un territorio ancora urbanizzato. Dopo 3 km inizia la solitudine, quella che in Italia non esiste: e sono passi e passi e ancora passi nel nulla, in una campagna ondulata, riposante, a suo modo “sorridente”, non fosse sterzata ininterrottamente dal vento. Cammino e mi aspetto, da un momento all’altro, di veder apparire i Nazgul del Signore degli anelli, tanto il luogo è incantato. Riesco a trovare paragoni solo tra le grandi saghe del nord perché è il paesaggio stesso a giustificarle e a raccontare come siano potute nascere qua e non altrove. Eppure forse dovrei pensare a te, Adriano, alla tua passione per i viaggi, alla tua inesausta sete di conoscenza, al demone di dover andare ovunque, lontano da Roma, anche per lunghi anni, a incontrare l’ignoto

L’11 agosto saranno 1900 anni da quando diventasti imperatore. 1900 anni dopo sono sulle tue tracce, lungo le 80 miglia di muro che hai costruito per dire al mondo cos’era Roma. Cammino sospesa nel tempo, avendo ben chiaro che il paesaggio, intorno a me, ha la storia sotto pelle. Vedo distintamente il solco del Vallo. Il muro a volte è visibile, a volte scompare sotto terra.

Animula vagula blandula, hospes comesque corporis, quae nunc abibis in loca, pallidula, rigida, nudula, nec, tu soles, dabis iocos.

A domani, imperatore.

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